Il 2 ottobre ..non è così lontano

Tra poco più di un mese sarò pronta a partire per il mio “programma ” Erasmus Plus”.

Mi attendono due settimane di intensi impegni,come quelli affrontati già dai miei colleghi dell'” I.I.S M.Buniva” di Pinerolo nei mesi appena trascorsi

.Il  corso in cui sarò impegnata è relativo a ” Pupils with special needs”, dunque,metodologia adatta all’insegnamento dell’inglese  rivolto ad allievi con DSA. Le mie aspettative sono sicuramente alte perché spero di  essere coinvolta il più possibile in workshops costruttivi,che possano arricchire le mie conoscenze e migliorare le mie competenze da docente di L.2, perché, come un vecchio detto recita, non si finisce mai di imparare!   Per ora, mi preparo ad affrontare il primo mese di questo nuovo anno scolastico.

See you. Anna Ambrosio

BLENDED learning in England, vero BLEND

Il volo da Luton a Torino è appena alle spalle che già affiorano, insieme alle foto da riordinare, i ricordi di questo soggiorno inglese. Ero iscritto al “Blended learning” organizzato da Bell presso l’Homerton College di Cambridge in una classe di 11 di cui 8 insegnanti di Inglese. Beh, ammetto che il livello fosse un tantino alto per un prof di Geografia non proprio a suo agio con la lingua di Shakespeare, ma poi parlandone con Paola e Jordi (i miei colleghi anch’essi non specializzati) e Pete (il nostro training teacher), dopo la prima lezione le cose hanno trovato un loro maggiore equilibrio.

Si è trattato di un corso dedicato alle metodologie di insegnamento, con specifico riferimento all’alternanza “Face to Face” (F2F) “e learning” (eL) attraverso l’uso di programmi, piattaforme e “social” tra i più adatti a coinvolgere gli studenti nella didattica di ogni giorno.  Ho potuto non solo conoscere nuovi metodi e tecnologie, ma anche apprezzare il modo stesso del docente di condurre la lezione, alternando il F2F, la video-proiezione o l’uso di Internet come in un grafico sinusoidale capace di tenere sempre alta l’attenzione, stimolata anche dalle continue variazioni di tono.

Sicuramente una bella “valigia” di suggerimenti e stimoli per una didattica più capace di modellarsi sulle necessità e gli interessi dei giovani, sempre più performanti con le nuove tecnologie e meno in grado di reggere la lezione tradizionale.

Ma il mio positivo bilancio comprende anche altri fattori e componenti che sono andati di pari passo con la metodologia didattica. Innanzitutto le relazioni con altri insegnanti di diversa provenienza e specializzazione: un’occasione di arricchimento non solo linguistico (la semplice conversazione è stato un modo distensivo di pratica anche questa dell’Inglese), ma anche di scambio di esperienze.

Non ultimo aspetto le visite al Polar Museum di Cambridge e all’Alpine Club di Londra legate agli specifici interessi del mio dottorato, dove ho potuto trarre interessanti spunti di studio e documentazione fotografica e biblio.

Insomma un vero blend tra blended learning e better practicing the English language, enjoying England as much as possible!

 

The Day After 30 luglio

E’ finita! Oggi è il giorno del rientro ed è il momento di fare bilanci: cosa ci portiamo a casa?

Nel breefing avuto con le colleghe italiane siamo giunte a queste conclusioni: il corso è stato molto utile, ha fornito spunti che richiederanno, per essere sfruttati appieno, molto lavoro al nostro ritorno. Ciò che più conserveremo, tuttavia, è sicuramente il ricordo dell’esperienza vissuta qui all’Homerton College di Cambridge!

L’organizzazione e le metodologie utilizzate nello svolgimento delle lezioni, dei workshops e delle riunioni plenarie si sono dimostrati sempre coinvolgenti; si tratta di corsi che iniziano con la schematizzazione dei contenuti affrontati nelle lezioni precedenti, l’illustrazione degli argomenti che verranno trattati e terminano con un riassunto finale per fissare i punti essenziali.

L’insegnante intervalla la lezione frontale con attività individuali, a coppie e a gruppetti; fa domande, consegna fogli da compilare e tabelle che guidano gli studenti nel percorso prestabilito; fa pause, fa muovere le persone all’interno dell’aula, usa strategie adatte a tutti, dà consigli, modifica il tono della voce per risvegliare l’attenzione, propone situazioni che si possono verificare realmente nelle nostre classi, il tutto costellato di battute umoristiche (humor inglese ovviamente).

Si torna a casa non esattamente riposati ma sicuramente rigenerati e con un fortissimo desiderio di rinnovamento!

Grazie dunque a chi ha permesso tutto questo, alla professionalità degli insegnanti della scuola, a chi ha lavorato per offrirci una così grande opportunità e… concedetemi un pensiero anche alla mia mamma (chi mi conosce sa perché…)

Appuntamento a settembre per la DISSEMINATION. Siete pronti?addio cambridge.png

Day 10-11-12-13 26/29 luglio

Nell’ultima fase si parla degli strumenti disponibili online per la valutazione formativa e sommativa, di come produrre un test e come creare un questionario. Come sempre tutto è preceduto da un inquadramento generale sul metodo di valutazione, segue un excursus sulle risorse reperibili sul web selezionate dall’insegnante e testate in classe, si termina con una riflessione sul trasferimento nella nostra didattica delle conoscenze acquisite.

Argomento delle ultime due lezioni: esposizione delle relazioni finali, vi riporto il Planning:

FINAL PRESENTATION

Thursday

9.30    “What we have and what we will do…..”  Sander (Olanda)

9.45    Symbaloo – a cloud-based, social bookmarking application   John (Stati Uniti)

10.00  Implementing Blended Learning courses in adult education centre,  (Slovenia) Tina

10.15  My doctoral project Gianni (Italia)

10.30  Maths using chess   Jordi (Spagna)

Friday

9.30    Getting started with Blended Learning in Italy    Angela (Italia)

9.45    BL in an Argentinian context (TBC) Elena (Argentina)

10.00  Blended 7A in Pouazska Bystrica Jana (Slovacchia)

10.15  Introduction of Blended Learning in British school Agnieszka Warsaw (Polonia)

10.30  My Blended Learning Paola  (Italia)

Please note: times are approximate based on 8-10 mins + 5mins questions

E’ il grande momento, la frase più ricorrente è “I’m very nervous!”, osservazioni e suggerimenti dei colleghi e dell’insegnante (il quale ha fornito a tutti una scheda valutativa personalizzata molto carina) … finalmente RELAX, saluti, strette di mano, consegna dei certificati di frequenza e dimostrazione di stima reciproca.

IMG-20160729-WA0001

Senza titolo

Au revoir, Paris

Ultimi due giorni di corso: una su tutte, la visita dell’Institut de Culture Arabe, illuminante sull’immensa ricchezza di questa antica e nobile civiltà, oggi purtroppo imbrattata da losche sette sanguinarie e psicopatici borderline che nulla hanno a che fare con lo splendore etico ed estetico delle tante sue espressioni artistiche e letterarie. In seguito la cena di gruppo presso il ristorante della Grande Moschea: frugale, ma in un’atmosfera da mille e una notte.

Ho apprezzato molto la fruizione delle opere d’arte in un’ottica non turistica, ma come ho già detto, di ricerca di nuovi percorsi didattici, e ho ripensato così la Mer Mediterranée: come madre delle nostre lingue. Non è uno Stato, non ha esistenza giuridica o ideologica, inno, bandiera, moneta, ma è il luogo dove popoli provenienti da tre continenti si sono incontrati, sfiorati, spesso combattuti e ancor più sovente mescolati. Giuridicamente non ha cittadini né abitanti; l’aggettivo “mediterraneo” non definisce una nazionalità ma una “cultura di tendenza”, un insieme di tratti che convergono e talora divergono. Non c’è passaporto per il  Mediterraneo, ma ne esistono odori, colori, gusti: nessun DNA comune, ma confronto e condivisione permanenti. Gli Indoeuropei sono venuti dal Nord, i Turchi dall’Est, gli Arabi dal Sud: si sono stabilite relazioni costanti  tra mondo bizantino, latino e musulmano, dando origine ad un Mediterraneo a tre voci, latina, greca e araba. Popoli e lingue sono venuti così a incontrarsi, come mandrie ad abbeverarsi sulle rive di questo mare, battezzato con molti nomi, prima di trovare quello definitivo: in mezzo alle terre. All’interno di questo mare, anche le lingue utilizzate dai vari popoli possono costituire delle “specie” che “abitano” uno spazio di dimensioni variabili, all’interno del quale intrattengono tra loro relazioni e sviluppano conflitti. E, nello stesso modo in cui una specie è costituita da una popolazione i cui membri possono riprodursi tra di loro, perpetuarsi, ogni lingua si incarna nelle pratiche dei suoi locutori, che possono trasmetterla o meno nello spazio che essi occupano; in questo caso, uno spazio plurilingue, il Mediterraneo, la cui storia è affascinante, perché parte dalle prime spedizioni fenicie per arrivare alle migrazioni odierne, essenzialmente sull’asse sud-nord.

La nostra settimana a Parigi volge al termine. Ho imparato tante cose, riguardanti la didattica dinamica per competenze, l’apprendimento cooperativo, gli atelier d’écriture, ho riscoperto il valore del rispetto, della correttezza e della collaborazione tra colleghi, ma anche lo spirito feriale e talora goliardico e la capacità di non prendersi sempre sul serio e saper ridere anche delle proprie manie… ringrazio per questo Annalisa, tenace e allegra compagna di quest’esperienza, e tutti i colleghi delle varie nazionalità, che mi hanno dato l’energia necessaria per continuare con nuovi stimoli e rinnovata passione quella grande avventura che è l’insegnamento.

100_6122

Au Musée du quai Branly


100_6004

Culture arabe…

Au revoir, Paris!

I.

 

Il nostro soggiorno-studio qui a Parigi oggi  si è concluso.  Per terminare nel modo più opportuno questa esperienza formativa, la mia compagna di corso Ilaria e io abbiamo fatto un giro in bici nel quartiere di Belleville, simbolo di multiculturalismo e di integrazione tra diverse etnie.

Negli ultimi giorni abbiamo dedicato molto tempo a riflettere sulle radici della cultura europea, in particolare sugli apporti provenienti da diverse civiltà, ad esempio quelle gravitanti intorno al Mediterraneo e quelle del centro e del nord Europa. L’Europa è nata multiculturale e durante le diverse fasi storiche, dalla pax romana all’impero di Carlo Magno, dal Rinascimento al periodo illuminista, dal tanto discusso impero napoleonico all’esperienza risorgimentale, il nostro continente si è nutrito di apporti culturali provenienti da diverse aree del mondo. I canali maggiori di questo processo di  arricchimento sono stati gli scambi economici, i viaggi di esplorazione, gli scambi scientifici e artistici, e in molti casi i conflitti e le guerre di conquista coloniale. La globalizzazione dei nostri giorni ha fatto il resto. Insieme abbiamo messo a punto degli strumenti e delle strategie didattiche per educare le nuove generazioni a questa consapevolezza, affinché si diffonda una cultura della tolleranza e dell’accettazione dell’altro. mi ha colpito come tutti i docenti fossero in sintonia su questi obiettivi educativi trasversali, riguardanti principalmente l’area delle competenze di cittadinanza. Ci siamo scambiati esperienze, abbiamo conosciuto diversi progetti fatti nelle scuole spagnole, portoghesi, rumene e italiane per sensibilizzare gli alunni sui temi della solidarietà, dell’intercultura e della ecosostenibilità. Infine ci siamo scambiati idee e contatti per futuri scambi tra scuole nell’ambito dei progetti europei.

Ieri abbiamo svolto una parte delle nostre attività all’Institut de culture arabe e al Musée du Quai Branly. Il primo si trova nei pressi della moschea del centro e raccoglie preziose testimonianze della storia e delle espressioni artistiche della civiltà araba, mentre il Musée du Quai Branly raccoglie una collezione ricca e importante di oggetti d’arte primitiva p provenienti dai continenti extraeuropei. Tutto quello che abbiamo appreso e le impressioni che abbiamo ricevuto durante questi due percorsi, ci hanno permesso di sviluppare momenti di approfondimento e di scambio durante l’attività laboratoriale.

Siamo dunque giunti alla fine di questa esperienza formativa e sento di dover ringraziare tutti coloro che l’hanno resa possibile e si sono impegnati affinché questo progetto avesse una realizzazione. Ho imparato molto dalle iniziative promosse dal corso e dagli scambi con altri colleghi, che mi sono apparsi tutti motivati e interessati alla loro professione. Sentiamo di aver costruito un pezzettino di quella Unione   europea che è fatta soprattutto di persone comuni, esperienze, condivisione di valori e ideali, ma soprattutto di progettualità e voglia e di migliorare il nostro mondo.

image

All’Istituto di cultura italiano

End of the course.

Being thankfull significa essere grati per tutto quello che si è ricevuto… un livello di istruzione molto alto messo a disposizione di noi secondary teachers, dei corsi organizzati benissimo, amicizia e supporto.. allora un Big thank al Bell Teacher Campus, alla organizzazione, ai colleghi ed alla accogliente Inghilterra. Ora ho davvero molte idee ed un valido supporto (scaffolfing) per fare Clil. Vi lascio con la foto che ha vinto il secondo premio alla Competition. 

Day 7-8-9 23/25 luglio

Splendida giornata trascorsa a Londra: visita alla TATE MODERN , uno spuntino a BOROUGH MARKET, un’immersione negli impressionisti di THE CORTAULD GALLERY, per finire un momento di relax in una graziosa tearoom in Fleet Street.


Il giorno seguente visita a Sandringham Estate, attuale resistenza della famiglia reale in alcuni periodi dell’anno: un incanto!

Ed ora inizia la seconda settimana di soggiorno all’Homerton College, si parla dell’uso dei social networks, di come integrare supporti audio e video nelle lezioni e di come progettare la nostra personale lezione con il Blended Learning.

Ci  viene infine assegnato un compito: preparare una presentazione finale da esporre ai compagni di classe che illustri la situazione della scuola di appartenenza, le motivazioni che ci  hanno spinto a frequentare questo corso e come pensiamo di mettere in pratica le conoscenze acquisite. Dopo il panico iniziale (il mio mille volte quello dei colleghi insegnanti di inglese) scatta una gara di solidarietà, chi maneggia meglio le tecnologie supporta chi non è abituato ad usarle, chi ha maggiore dimestichezza con la lingua corregge gli errori grammaticali.

Nei prossimi incontri si parlerà di valutazione…..Bye Bye

Interpretare le opere del passato

Cosa possiamo cogliere noi contemporanei in opere romantiche come Le radeau de la meduse di Gericault e La liberté guidant le peuple di Delacroix esposte al Musée du Louvre? In che modo queste opere possono essere utilizzate nella didattica, per stimolare la riflessione degli allievi sui processi storici che hanno condotto alla formazione degli Stati democratici in Europa? Quali valori universali possiamo cogliere nelle espressioni artistiche del XIX secolo?

Il nostro lavoro in questi giorni si è svolto attraverso un itinerario articolato in diverse tappe: Museo Delacroix, Museo del Louvre, Istituto di Cultura italiano, dove sono stati offerti degli spunti interessanti per poter lavorare in gruppo sulla lettura di alcune opere d’arte. All’interno del gruppo sono emerse interessanti riflessioni e sono stati definiti degli strumenti, per interrogare queste opere e confrontarle con i temi dell’attualità. Il mio gruppo ha lavorato in particolare sulle opere di Delacroix e Géricault. Dal confronto sono emerse interessanti riflessioni, per esempio stimolare gli alunni ad andare oltre interpretazioni consolatorie della storia: la libertà ha un prezzo molto alto, come rappresentato nel quadro di Delacroix, fatto di guerra, violenza, morte. Le rivoluzioni hanno un prezzo molto alto per i popoli, e il presente ce lo conferma, se si pensa agli eventi degli ultimi anni in Nord Africa. Non solo, ma anche nella nostra Europa democratica la libertà comporta spesso rinunce e sacrifici per i popoli. Il quadro di Géricault, invece, oggi ci ricorda le immagini dei barconi di migranti, naufraghi in un Mediterraneo senza speranza. Dunque l’arte ha un linguaggio universale e può essere interpretata e interrogata per stimolare la riflessione e il pensiero critico. Naturalmente un’opera d’arte ha il suo preciso valore artistico e contenutistico, strettamente collegato a un contesto storico, ma ci è sembrato interessante in un percorso dedicato al multiculturalismo e alla cittadinanza europea, legare la cultura del passato al presente e farla rivivere attraverso lo sguardo di cittadini del XXI secolo.

Voyage au coeur de Paris

Un viaggio nel cuore di Parigi con le sue tante anime: così definirei quest’esperienza, unica per le emozioni provate e condivise con un gruppo, tanto eterogeneo quanto affiatato.

Parte 1-  la visita ai luoghi della democrazia e della legge: il Senato presso il Palais du Luxembourg e l’Hotel de Ville che ospita la municipalità centrale della città. Sensazioni forti, come l’intuizione dello spirito della “grandeur” francese, che nasce dall’orgoglio di appartenenza ad una comunità democratica che condivide l’aspirazione ai diritti umani fondamentali, rappresentati anche da una forma solenne nell’ambientazione e nel cerimoniale, come l’insediamento del Presidente del Senato con il saluto della Guardia Repubblicana in alta uniforme.

Parte 2- la scoperta di itinerari nuovi all’interno del museo del Louvre, tempio dell’arte mondiale, e di valori antichi nel nuovo museo du quai Branly, testimonianza preziosa delle variegate forme della civiltà umana nei cinque continenti.

Parte 3- atelier di lavoro in un gruppo misto di colleghi italiani, spagnoli, portoghesi e rumeni di ogni ordine di scuola, iniziando con un brain storming plurilingue, alla ricerca di nuove modalità di approccio alle classi e di una metodologia il più possibile dinamica, per stimolare  le classi e ottenerne l’attenzione, base fondamentale dell’apprendimento. Sono nate cose nuove e buone, spunti di lavoro interessanti e trasversali alle singole discipline, sono stati posti i presupposti per presenti e future collaborazioni, in un ambiente esclusivo e prestigioso come l’Istituto di Cultura Italiana presso l’Ambasciata Italiana di rue de Varenne, con il privilegio di svolgere un compito gratuito, ma prezioso.

A demain100_6105

I.